Alla vigilia del Festival di Sanremo, Rai trasforma Rai 4K
in un vero canale lineare con il palinsesto di Rai 1,
portando l’Ultra HD sul digitale terrestre senza internet
Alla vigilia di uno degli appuntamenti più iconici della cultura popolare italiana, il Festival di Sanremo 2026 , la televisione di Stato si prepara a varcare una soglia tecnologica attesa da anni. Non si tratta di una semplice sperimentazione isolata, ma di una vera e propria metamorfosi editoriale : il canale Rai 4K , finora confinato a una programmazione ciclica di documentari e brevi filmati dimostrativi, si appresta ad accogliere integralmente il palinsesto di Rai 1 . Questa evoluzione segna il passaggio definitivo da un “laboratorio tecnico” a un’offerta televisiva strutturata , capace di offrire una fedeltà visiva senza precedenti ai telespettatori dotati di apparecchi di ultima generazione.
Il cuore di questa piccola rivoluzione si concentra sulla posizione 101 del digitale terrestre. Se fino a ieri questo spazio era occupato da un servizio basato sulla tecnologia HbbTV , che richiedeva obbligatoriamente una connessione internet per trasmettere il flusso video in streaming, la novità assoluta riguarda la trasformazione in un canale lineare a tutti gli effetti. La decisione, trapelata inizialmente solo attraverso indiscrezioni di settore come Digital-Forum.it, ha trovato conferma con l’attivazione questa mattina del segnale sul Mux Rai B . Questo significa che il pubblico potrà accedere alla qualità dell’ Ultra Alta Definizione senza necessariamente passare per la rete, semplificando l’esperienza d’uso per chi preferisce la fruizione televisiva classica o non dispone di una connessione a banda larga stabile.
L’obiettivo dichiarato è intercettare il picco di attenzione generato dal Festival di Sanremo, valorizzando la scenografia e l’impianto visivo della kermesse con una risoluzione minima di 3840×2160 pixel , ovvero quattro volte il dettaglio del formato HD tradizionale. La kermesse musicale non sarà però l’unico banco di prova: l’intenzione di Rai sembra quella di mantenere il palinsesto dell’ammiraglia stabilmente sul canale 4K, ponendo fine al loop di contenuti pre-registrati che ha caratterizzato la rete negli ultimi tempi. A sottolineare l’importanza strategica di questa transizione, una nota ufficiale di Tivùsat ha evidenziato come l’inizio delle trasmissioni di Rai 1 al canale 210 della piattaforma satellitare rappresenti un’ innovazione fondamentale , poiché permetterà di ricevere immagini estremamente dettagliate , una gamma cromatica più ampia , una maggiore profondità visiva e un suono più immersivo .
Non si tratta però solo di una questione di pixel. La sfida produttiva riguarda la gestione dei contenuti non nativamente concepiti per l’Ultra HD . Mentre le grandi produzioni recenti e gli eventi live come il Festival beneficeranno di una risoluzione nativa , per i programmi più datati o per le dirette dei telegiornali entreranno in gioco sofisticati algoritmi di upscaling . Questa tecnologia permetterà di adattare il segnale a 1080i o 720p al nuovo standard, garantendo comunque una pulizia d’immagine superiore , specialmente sui pannelli di grandi dimensioni. Parallelamente, sul fronte sonoro, l’esperienza diventerà ancora più avvolgente: è stato infatti confermato che Sanremo sarà trasmesso anche con l’ audio in Dolby Atmos sia sul digitale terrestre che su Tivùsat, offrendo una spazialità del suono paragonabile a quella delle sale cinematografiche.
L’accessibilità al nuovo servizio resta tuttavia legata a specifici requisiti hardware . Per apprezzare pienamente questo salto di qualità, lo spettatore deve disporre di un televisore compatibile con i più recenti standard di ricezione e, nel caso dell’accesso via satellite, di un decoder Tivùsat con relativa parabola. Anche la catena di collegamento gioca un ruolo cruciale: l’uso di cavi HDMI 2.0 o superiori è indispensabile per gestire il flusso di dati necessario a trasportare il 4K a 60 Hz con supporto HDR. In un contesto geografico complesso come quello italiano, caratterizzato da zone rurali e montane, il satellite continua a essere promosso come una garanzia di ricezione costante . La stessa Tivùsat ha ribadito in una nota come il satellite sia l’ unico mezzo realmente universale per garantire a tutti l’accesso ai contenuti televisivi di qualità, indipendentemente dal luogo in cui vivono.
Guardando al panorama internazionale , la mossa di Rai allinea l’Italia alle principali potenze europee del broadcasting . Sebbene molti operatori del continente trasmettano ancora solo singoli eventi in 4K , nazioni come Francia, Regno Unito e Germania hanno già avviato canali stabili in UHD . La Rai, che finora è stata l’ unica emittente generalista italiana a sperimentare sistematicamente questo formato, punta ora a consolidare la sua posizione , offrendo un’alternativa di alta qualità anche rispetto ai colossi dello streaming come Netflix o Disney+ , che da tempo propongono contenuti in Ultra HD nei loro piani premium.
Articolo di Simone Rossi
per “Digital-News.it”
(twitter: @simone__rossi)
